«Non esistono ricette e dosaggi, ogni atleta è un caso particolare». A parlare è il nutrizionista Bruno Piselli, che spiega come l’alimentazione giochi un ruolo importante in una gara lunga e diversificata come l’Ironman. «I partecipanti si devono esprimere in tre specialità ognuna delle quali avrebbe bisogno di uno specifico tipo di alimentazione – continua Piselli – e questo implica una difficoltà in più nello studio di una dieta corretta. Una cosa è certa, prima della competizione è bene fare il pieno di carboidrati, vitamine e sali minerali». Secondo il dietologo, «è meglio, se possibile, non assumere integratori, che rappresentano comunque uno strappo al metabolismo: mettono gli organi deputati a questa funzione in condizione di emergenza, soprattutto l’apparato renale che deve smaltire le sostanze contenute negli integratori e non è abituato a farlo in quantità così elevate». Piselli non esclude però che si possa fare ricorso «a un’integrazione ragionata per eventi sportivi così estremi». Durante la gara, il consiglio è quello di prendere liquidi e sali minerali sotto controllo dello specialista. «Il livello di elettroliti, soprattutto potassio e magnesio, non deve essere mai deficitario – conclude Piselli – per evitare la contrattura muscolare e cardiaca». Per non sbagliare, è bene affrontare anche il percorso alimentare con molta prudenza e sotto la guida di un medico dello sport. (m.d.s.) da Il Centro del 07/06/2013